Forse i più informati saranno già a conoscenza di quello che sta avvenendo in Italia con il WiMAX, documentarsi in rete inoltre è semplice, ma comunque spendo due parole perché è bene che si parli della vicenda e che passi il meno possibile inosservata!

WiMAX

Partiamo dalle basi, ovvero le tecnologie Wireless! Il wireless permette connessioni senza l’utilizzo di cavi utilizzando come mezzo di trasporto le onde radio. Per fare un esempio semplicistico paragoniamo il telofono fisso al cellulare, il primo può essere definito wired (ovvero basato su connessioni cablate) mentre il secondo potrebbe essere definito wireless (ovvero basato su connessioni senza cavi)!

Le tecnologie wireless sono molte (bluetooth, infrarossi, laser), ma la più famosa in campo informatico è quella che segue lo standard IEEE 802.11, meglio conosciuta come WiFi! Come molti sapranno il WiFi permette di connettersi ad internet ad elevate velocità rimanendo entro i 100 metri di distanza dal ripetitore, esempi di reti WiFi si trovano nelle università, nelle case, negli uffici, nei parchi pubblici, Bologna per esempio ha collegato così l’intero centro! Il WiFi ha l’enorme vantaggio di essere una tecnologia semplice da implementare ed economica!

Passiamo ora all’argomento caldo, il WiMAX! Questa recente tecnologia, nata dalla collaborazione di ben 420 aziende, permette la navigazione ad una velocità nominale di 70Mbit/s con un raggio d’azione di 50Km circa, e si basa sull’utilizzo di semplici ripetitori per trasmettere il segnale! Quindi un’intera città (purché di diametro inferiore ai 100km) potrà coprire tutta la sua area urbana con un solo ripetitore! Magnifico, no?

Ma dov’è il problema allora? Le frequenze usate dal WiMAX fino a dicembre 2006 sono state di uso militare in Italia, e ora che le si è liberalizzate le si sta vendendo all’asta agli operatori commerciali con aste pubbliche simili a quelle usate per vendere le frequenze UMTS! Avete notato che mercato ha l’UMTS? Dopo milioni spesi per comprare le frequenze gli operatori hanno pensato bene di scaricare i costi sugli utenti, proponendo tariffe esagerate!

Una soluzione proposta è quella di usare lo stesso metro che si utilizza con le antenne paraboliche, se esiste già un’antenna che copre un’area ci si appoggia a questa pagando la metà delle spese affrontate per la costruzione (nel caso di due gestori, nel caso di tre un terzo e così via…).

E’ disponibile quindi una petizione online a questo indirizzo: www.petitiononline.com/wmaxfree/petition.html, mentre per maggiori informazioni segnalo l’articolo del partito pirata sul Wi-MAX.